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La Tour Eiffel diventa lo strumento di Joseph Bertolozzi →
Per chi si è sempre chiesto “Chissà come suona la Tour Eiffel?”
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Mind over mechanics, il volo controllato dal pensiero →
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Google? Tipo Facebook →
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Per quanto tu possa fare colpo in questo mondo, che tu sia una star televisiva, un enfant prodige, Justin Bieber o un orsacchiotto parlante, in fondo, a nessuno gliene frega un cazzo.
– Ted -
«Perché scrivi solo cose tristi?»
– Bruno Lauzi (*)
«Perché quando sono felice esco.»(via philapple)
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Il tempo passa. E noi non andiamo più in garage.

Ho cambiato casa. Sono solamente invecchiato, niente di grave. Capita a molti e a me è capitato a luglio. No, non intendo dire di colpo, ma non volevo parlare di questo, dai cazzo lasciatemi dire.
Praticamente a casa mia/dei miei c’era un garage. Quello che su tutti sociai network ho messo come luogo di residenza. Proprio quello. E quel garage mi manca. A volte ripenso che ci sono cose che ancora non ci siamo detti, o che non ci siamo detti del tutto.
Magari a lui in fondo stava sul cazzo che io lo riempissi di bottiglie di vino vuote ogni sera.Già, le bottiglie. Ci riempivamo noi amici e il garage, le bottiglie sempre tutte vuote.
Il garage però, oltre a raccogliere il fumo delle sigarette insieme a quello delle sbronze mi ha anche visto mentre imparavo a giocare a poker. Mentre giocavo sulla tovaglia di un dopocena qualsiasi e tra le briciole e i pezzi di salsiccia abbandonati dagli amici, si spargevano le carte un po’ a casaccio. E fortuna che abbiamo capito da subito che l’istruzione “brucia una carta prima del flop, del turn e del river” era un eufemismo simpatico per dire di mettere una carta ancora, di schiena, tra le briciole.
Il garage ci ha visto bluffare patetici trattenendo a stento i primi conati di un vomito che di li a poco non sarebbe più voluto emergere, soffocato ed eluso da altra birra, o vino, o grappa. È uguale. Ci ha visto bluffare puntando delle rondelle, quelle che usavo anche da piccolo per non ricordo bene che gioco. Quelle che mio padre si incazzava perché le perdevo sempre. In garage se perdo le rondelle è per una causa nobile, un bluff, un full, qualcosa così.
C’erano i cambi di stagione in garage. C’era la volta che la stufetta a gas la accendevo alle due di notte e le volte che alle nove la usavo per farci sopra il Vin Brulé. C’è stata la volta in cui il brulé c’è finito sopra, porco cane.
Poi c’erano le volte che si giocava tutti insieme con le carte in mano, quando ormai avevo comprato anche le fiches. Le volte che invece giocavamo online, su Full Tilt, quello vero però, quello che era e che ormai non è più. Quello che un giorno ce l’ha data su. Quello che ce l’ha messo nel —-
Il garage. Era il culo di un garage a dire il vero. Un pezzetto isolato con una parete di polistirolo che avevamo tirato su io e mio padre. C’erano le corde per stendere, un frigorifero e un po’ di cose a caso. Un’aspirapolvere, un monitor per il computer, un tamburello, dei tappi. E per dargli un po’ di senso abitativo avevo anche appeso una foto di Fabrizio De André in bianco e nero. Per dargli colore. Cioè, per… vabbè.
Il problema è che poi succedono delle cose nella vita. L’amico che fa mattina con te finisce l’università dopo dieci anni di onorata nullafacenza e niente è più come prima. Ti guardi intorno e capisci che anche tu forse potresti svegliarti meglio la mattina. Potresti dormire qualche ora in più la notte. Basta giocare a poker. Che tanto quello che hai vinto te l’hanno inchiodato tu Full Tilt, quella vera, quella che ti ha fatto tirare così tanti boia d’un—-
E allora basta dire cazzate. Va a finire che un garage aspetta di essere riempito c’è ovunque, anche nelle case nuove. Va a finire che siamo solo noi a essere cambiati. Sono gli impegni dei grandi che ti tengono fuori dai garage.
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Eppure la soluzione c’è…
Sempre a proposito di streaming. Se vi è mai capitato che i video in Flash andassero a scatti mentre vi guardate uno streaming in santa pace, basta andare nelle impostazioni di Flash (tasto destro del mouse sul video e poi click su Impostazioni) e togliere la spunta da “Abilita accelerazione hardware”. Io me lo sono portato dietro un anno pensando che fosse colpa di Flash. Forse è comunque colpa sua, ma c’è anche la soluzione.
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YouTube in HTML5: ora funziona.
Erano mesi che ogni tanto, colto da un improvviso raptus d’odio contro le ventole del mio MacBook Pro che puntualmente partivano a manetta ogni video che tentassi di vedere, tentavo di abilitare la versione HTML5 dell’interfaccia. I risultati erano sempre più positivi, in alcuni casi l’interfaccia mi piaceva anche di più. Ma i problemi non accennavano a risolversi.
Stasera ho tentato di nuovo e credo che finalmente quello che sembrava essere un lavoro in stile Sisifo, si sia concluso. Non ci sono differenze e tutto funziona a meraviglia. E quindi? Abilitate, abilitate, abilitate! Per farlo vi basta collegarvi alla pagina dedicata al progetto da YouTube.
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From Lion to Mountain Lion: eseguito con successo.

Passato a Mountain Lion da qualche ora dopo circa 35 minuti di installazione. Le prime impressioni sono molto buone. Sistema operativo più reattivo, dettagli curati e piacevoli. Spero che andando avanti con l’utilizzo possa ricordare il salto da Leopard a Snow Leopard.
Nemmeno un’applicazione è risultata incompatibile, bene per il lavoro, che può continuare come sempre. Uso per lo più Lightrom 3, Photoshop CS6, Transmit, Skype, Final Cut Pro X, Pages, Word e Excell.